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Il Lato Oscuro

15 feb 2016
Tempo di lettura: 4 min

Milady era di nuovo lì.

Quanto tempo era passato dall’ultima volta? Tanto, ma mai abbastanza.

I corridoi della stazione Starkiller erano talmente simili a quelli della vecchia Morte Nera…

Gli stormtrooper erano già stipati sulle navette come tanti giocattoli ordinati.

“Perché ci sei anche tu?”

Una fastidiosa voce attirò l’attenzione di Milady alle sue spalle.

Hux.

Milady lo guardò come si guarda un essere strisciante.

“Sono al comando di questa operazione” disse lui “e non mi pareva di aver dato disposizioni in merito alla tua presenza!”

“Forse perché tu non hai facoltà di disporre nulla che mi riguardi” ribattè Milady “Te lo dirò una volta sola Hux, stai al tuo posto se ci tieni a continuare a respirare.”

Si voltò e il mantello nero andò a sbattere contro la figura immobile del Generale che, prima sbiancato, ora era paonazzo.

“Stesso dicasi per te, Symen.” disse lei, con tono di voce fermo, senza nemmeno voltarsi in direzione dell’assistente nonché leccapiedi di Hux, fermo vicino al suo Generale.

Symen spostò il peso da un piede all’altro “Non può parlarvi così, Generale! Ciò getta discredito sulla vostra autorità con le truppe!”

Hux riprese a camminare con passo spedito per salire sulla navetta, seguito da Symen.

“Le cose cambieranno” esclamò “Faremo pulizia di questi fenomeni da baraccone. Sia di lei che di Ren!”

Quasi lo avesse chiamato, Kylo Ren apparve sulla soglia del portellone d’ingresso della navetta e si portò al fianco di Milady.

Un breve cenno del capo dei due e Milady, guardando quella maschera, si ritrovò assurdamente avvolta dalla nostalgia del sibilo del respiratore.

Quanto tempo era passato?

Ren studiò le truppe intorno a loro, mentre la navetta decollava, poi si volse verso Milady.

“Avverto al tua rabbia!” disse.

“Nulla di cui ti debba preoccupare, solo un omuncolo di nome Hux.” rispose lei.

Le navette del Primo Ordine atterrarono sul lussureggiante pianeta di Alquox.

Avrebbe potuto essere un paradiso di foreste e laghi, ma Milady sapeva che stava per trasformarsi in un inferno.

“La Resistenza è stata qui, ne sono sicura!” esclamò lei “Ma se ne sono andati e credo da parecchio tempo. Le informazioni che Hux ha estorto ai due prigionieri erano informazioni vecchie”

L’irritazione di Ren crebbe a dismisura. Chiunque fosse in grado di usare la Forza l’avrebbe percepito da qualsiasi luogo del pianeta.

Milady non poteva fare a meno di pensare continuamente a quanto lui fosse grezzo, come la lama della sua spada laser.

I colpi di fulminatore risuonavano tutti intorno. Questa era l’unica cosa che accomunava Hux e Ren: l’idea che prima si spara e poi si parla.

Milady pensò a quanto si fosse perso dell’antica eleganza del combattimento, dei tempi dei Sith e dei Jedi, quando il solo atto di sparare un colpo di fulminatore appariva poca cosa in confronto all’uso della Forza.

Ren arrivò da Hux mentre quest’ultimo sferrava un colpo al viso di un nativo con il calcio della sua pistola blaster.

“Hux!” gridò “Anche questa volta il tuo lavoro è stato approssimativo e inutile! Qui non troveremo nulla che ci conduca alla Resistenza!”

Il passo di Ren era deciso in direzione di Hux e Symen, allarmato, si frappose tra i due impugnando il blaster.

Hux mollò il prigioniero che stramazzò a terra e si voltò verso i due proprio mentre Symen puntava il blaster in direzione di Ren.

Milady era poco distante.

Tre colpi ravvicinati e la lama della spada laser di Milady si frappose tra loro e la figura di Kylo Ren, deviandoli tutti.

Ren accese la sua spada rosso sangue, mettendosi in posizione di difesa, e Hux non perse l’occasione per mirare al rivale, ma si trattenne all’ultimo.

Le truppe si erano immobilizzate a guardare la scena, stordite.

Symen non aveva smesso di sparare, ormai in preda al terrore, ma ora mirava a Milady.

Lei deviava facilmente i colpi, avanzando lentamente verso il militare.

Le dava una sottile gioia poter brandire la spada laser e incutere timore in quell’essere inutile.

Aveva disprezzato Symen e Hux fin dal giorno del primo incontro e la loro ostilità verso Kylo Ren non aveva fatto altro che aumentare il suo odio nei loro confronti.

Dopo innumerevoli colpi, tutti andati a vuoto, l’espressione di Symen era di panico completo.

Milady passò la spada laser, sempre accesa, nella mano sinistra e con la destra diresse la propria pressione mentale in direzione del militare.

Symen smise immediatamente di sparare, lasciò cadere l’arma e si sollevò da terra con il collo pulsante, senza essere i grado di emettere alcun suono.

I rumori intorno erano pian piano scemati e ora si poteva sentire addirittura il crepitio della spada laser di Ren.

I pensieri nella mente di Milady si affollavano, ricordi di battaglie, sopprusi, sforzi per sopprimere la rabbia, per mantenere il personaggio, la copertura.

Kylo Ren, prima perplesso, si unì ai pensieri di Milady infiammandoli ancora di più: vendetta, riscatto, potere, controllo.

Hux si mosse fulmineo, ma la lama laser di Ren gli sfiorò il collo immobilizzandolo immediatamente.

Riuscì solo a gridare un “No!” prima che Milady scaraventasse fragorosamente Symen contro un albero spezzandogli l’osso del collo.

Ciò che restava del militare, si accasciò ai piedi dell’albero come una bambola rotta.

Milady rimase a guardare il cadavere, senza rammarico, come fosse svuotata.

‘Questo mi aiuterà a mantenere il mio ruolo’ pensò un attimo dopo, ma sapeva perfettamente che non era un alibi che potesse reggere con sé stessa.

Spense la spada laser e, dopo un attimo, fece lo stesso anche Ren.

Hux era sconvolto e con lui anche le truppe, che erano abituate a prendere ordini dal defunto Symen.

“Dobbiamo andare, mia signora!” disse Ren.

Milady non tentennò a quelle inaspettate parole, non se lo poteva permettere.

Per la prima volta da quando erano insieme al servizio del Primo Ordine, fu Kylo Ren a seguire di un passo Milady mentre si avviavano verso la navetta.

 
 
 

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